6-7 ottobre 2012 – La valle reatina e i conventi francescani

sabato/domenica 6-7 ottobre 2012

La valle reatina e i conventi francescani

Visita dei quattro conventi di San Francesco

In collaborazione con FIAB-Roma Ostia in Bici XIII e “Wig Wam”   –  guida: Romano Puglisi                              (Qui la scheda in PDF)

Cantalice

Dalla valle reatina, che fa da perno alla cintura dei monti che circondano la conca di Rieti, potremo raggiungere in due giornate i conventi del “poverello” d’Assisi che, tra laicità, misticismo e religione, ha costituito un saldo punto di partenza per molte azioni, sia in passato per la riconciliazione dell’uomo con Madre Natura, sia nel presente, per diffondere il pensiero di una maggiore attenzione e rispetto del patrimonio ambientale, promuovendo oggi un modello di sviluppo eco-sostenibile per la salvezza del pianeta che oggi si rende in particolar modo necessaria. Per questo San Francesco è stato nominato lo scorso secolo, a buon diritto, “Patrono d’Italia” e “Protettore dell’Ambiente”, quale primo ambientalista della storia.

Ma non dimentichiamo pure San Francesco, come fonte ispiratrice di ogni persona di buona volontà per la riconciliazione di tutti i popoli, etnie e di tutte le religioni, per il mantenimento della pace nel mondo.

Oltre ai conventi, vi sono da segnalare importanti emergenze storico-monumentali, come il nucleo medioevale rinascimentale di Contigliano, i borghi di Cantalice e Poggio Bustoni, letteralmente aggrappati alle prime pendici del massiccio del Terminillo ed infine Rieti, importante centro medioevale.

 

 

 

 APPUNTAMENTO:

Appuntamento: direttamente all’Ostello Franceschini di Contigliano (via Ettore Franceschini, 7, tel. 0746 706123, cell. 339 227 4096).

COME ARRIVARE:

Visto che il trasporto collettivo intermodale da Roma è reso problematico dal cambio del treno a Terni, a partire dal quale i convogli hanno spazi molto limitati per il trasporto bici con tempi di percorrenza esageratamente lunghi, ognuno dovrà provvedere a raggiungere la località dell’appuntamento direttamente con la propria auto.

PASTI:

Il pranzo del primo giorno è previsto al sacco, la cena presso l’ostello, presso cui si consumerà anche la colazione (compresi nel prezzo).

Il pranzo del secondo giorno è previsto presso il ristorante di Poggio Bustone.

PROGRAMMA:

1° giorno:

km 44; 570 metri il dislivello totale

Una volta sistemati nell’Ostello, è auspicabile partire alle ore 10,00.

Da Contigliano percorriamo il perimetro sud occidentale della piana reatina, utilizzando la nuova pista ciclabile realizzata dalla provincia, alla volta del convento Fonte Colombo, che raggiungiamo abbandonando la pianura per affrontare una breve salita.

Fonte Colombo: Il convento è così chiamato, perché quando vi si accostò per la prima volta Francesco nel 1217, sulle limpide acque della fonte vide posarsi due colombe che si abbeveravano. La Fonte delle Colombe esiste tuttora e vi conduce un sentiero segnalato.

Questo luogo fu denominato il Sinai francescano perché, come sul Sinai Mosè, San Francesco vi scrisse la Regola che fu sottoposta all’approvazione di Onorio III il 29 novembre 1223. Il Santo vi tornò nel 1225, quando dovette sottoporsi ad una dolorosa operazione agli occhi.

All’ingresso della chiesetta, da notare una raffigurazione del Tau con il quale San Francesco amava firmarsi.

Da Fonte Colombo discendiamo a valle superando il fiume Turano per passare tangente la città di Rieti, che avremo modo di visitare il giorno dopo. Quasi sempre sulla Ciclovia della Conca Reatina, superiamo anche il fiume Velino, il più importante bacino idrico di tutta la regione reatina, che affluisce al Nera dopo un salto tra i più elevati d’Europa, che fu creato dai romani per completare le opere di bonifica, compiuta da Manio Curio Dentato, il conquistatore della Sabina, nel III secolo a.C. Traversiamo la parte centrale della fertile pianura superando la frazione di Chiesa Nuova e, dopo aver nuovamente superato il Velino, raggiungiamo il caratteristico borgo di Terrìa, che vanta un castello, che giunge a noi con le sembianze di un nobile palazzo. Da questo villaggio puntiamo verso nord fino a lambire il borgo agricolo di Montìsola e, giunti alla frazione di Limti di Greccio, inizia improvvisa una erta salita che ci porta al più noto dei conventi francescani, quello di Greccio.

Greccio: dopo la prima rappresentazione della natività per opera di San Francesco, Greccio fu ribattezzata la “nuova Betlemme”, visto che volle rivivere per la prima volta la nascita di Gesù assieme alla sua gente e ai suoi fratelli fedelissimi, nella notte di Natale del 1223.

La grotta, ove San Francesco rivisse la natività, trasformata in cappella nel 1228, rappresenta il cuore dell’attuale santuario. Il complesso comprende vari ambienti originari dove il “fratello” vi si raccoglieva condividendoli con i suoi fedeli: la cucina, il refettorio, il dormitorio e la cappella, cui si aggiunsero più tardi anche i dormitori che ospitarono San Bonaventura e San Bernardino da Siena. Nella più recente chiesa del 1959 della Vergine Immacolata, è stato allestito un Museo del Presepe.

Questi luoghi, dove il tempo sembra essersi fermato da otto secoli, conservano ancora la semplicità francescana, e la loro visita è un esperienza toccante e indimenticabile che suscita nel visitatore una profonda commozione.

Con bella vista sulla pianura, oltre la quale si staglia il profilo imponente del massiccio del Terminillo, seguitiamo a salire ancora per un po’ per raggiungere il borgo arroccato di Greccio, che ha ospitato San Francesco.

Infine non ci rimane altro che godere della bella discesa, con vista sull’ex edificio abbaziale del Buon Pastore e in pianura raggiungere Contigliano, raggiunto il quale, a piedi, o ancora in bici per i più allenati, sarà possibile visitare il bellissimo borgo medioevale-rinascimentale.

2° giorno:

km 57; 750 metri di dislivello totale

Partenza alle ore 8,00 (orario giustificato dalla necessità di giungere in tempo per il pranzo Poggio Bustone) per un giro più ampio, sempre in senso antiorario, verso il capoluogo reatino; a tal fine ripercorriamo un breve tratto dell’itinerario del giorno precedente e, alle porte di Rieti, continuando a pedalare lungo il Velino sempre sulla ciclabile, passando accanto al Ponte Velino, sotto cui sono gli archi dell’antico ponte romano; raggiungiamo il successivo ponte ciclopedonale e sull’altra sponda incontriamo la chiesa di San Francesco, la prima fondata dopo la morte di San Francesco.

Traversando stretti vicoli, torniamo indietro sempre sulla stessa sponda per raggiungere il centro pulsante di Rieti, prima del quale, con una brevissima deviazione, possiamo ammirare l’Umbilicus Italiae, centro geografico della penisola, già conosciuto al tempo dei romani. Visitiamo brevemente i monumenti più importanti e significativi della città, quali, la Cattedrale dell’Assunta del XII secolo con grandioso campanile romanico e portico, il Palazzo Vescovile con l’arco loggiato e la bella piazza otto-novecentesca con il Palazzo Comunale, oltre la bella fontana barocca.

Traversiamo tutto il nucleo storico e passando accanto alla stazione ferroviaria; superati i binari, continuiamo verso nord su strade a basso traffico – ad eccezione di un breve tratto sulla statale Ternana – alla volta del convento La Foresta, che si raggiunge con una breve ed un po’ impegnativa salita, che fin dalle prime rampe ci mostra un bel colpo d’occhio sulla valle reatina con il contorno dei Monti del Tancia e dei Monti Sabini. 

La Foresta: Quando vi si giunge, il convento da al visitatore l’impressione di trovarsi di fronte un grande casale, posto sul ciglio di una profonda e boscosa valle; ma questo è in realtà un complesso di costruzioni che comprende i luoghi in cui ha vissuto San Francesco dal settembre all’ottobre del 1225. Durante questo soggiorno egli fu curato agli occhi dai medici di Papa Onorio III di Rieti, per un morbo contratto durante la sua missione in Egitto nel 1220. Per fuggire i clamori suscitati dalla sua presenza nel capoluogo sabino, Francesco preferì appartarsi e chiedere ospitalità ad un prete della vicina chiesetta di San Fabiano, costruita nei primi anni del 1200. Questa chiesa, ospitò San Francesco e successivamente fu inglobata nella chiesa di Santa Maria della Foresta costruita dai Romiti e più tardi compresa nel grande casale che ora l’avvolge completamente. All’interno del Convento si conservano affreschi del primo ‘300.

Segue un tratto molto ondulato che culminerà con la salita che ci porta al secondo convento di oggi. Saliamo sino al piccolo borgo fortificato di Castelfranco, che è stata l’ultima roccaforte ad essere costruita del sistema di difesa dei confini settentrionale del Regno di Napoli. Proseguiamo sempre in salita sino al borgo di San Gregorio, da dove discendiamo brevemente in un vallone lungo il quale si risale leggermente sino alla parte superiore di Cantalice, che ci si presenta con la singolare urbanistica, con fitto agglomerato di case tutte arroccate sulle prime ripide pendici dei monti del Terminillo. Andremo a visitare la chiesa di San Felice, che costituisce il culmine dell’abitato.

Scendiamo verso Cantalice Inferiore, proseguendo in discesa sino al un bivio che ci porterà alla frazione di San Liberato, costruito in posizione strategica su uno sperone travertinoso. Proseguiamo in leggera salita verso Poggio Bustone, su una panoramica strada a mezza costa. Prima di giungere a Borgo San Pietro, sotto Poggio Bustone, percorriamo un brevissimo tratto sterrato in discesa in mezzo al bosco. Riprendiamo la salita già prima della frazione e, passando davanti al monumento di Lucio Battisti, giungiamo alle prime case di Poggio Bustone che dette i natali al grande cantautore della musica leggera italiana. All’ingresso del paese, possiamo scegliere, tra il proseguire la salita in bici lungo la strada provinciale, oppure scendere di bici e continuare meglio la salita attraversando il borgo antico su pavé, tra stretti vicoli, a volte salendo anche brevi gradinate; si passa così per la Porta del Buongiorno, nome dato a questo ingresso, per ricordare l’incontro del poverello d’Assisi con la popolazione locale, in cui Francesco esordì con “Bonjorno buona gente”, che avviò l’affettuoso con la popolazione di Poggio Bustone.

Dopo il pranzo, si prosegue ancora per la salita sino all’ultimo convento di questo week-end, quello di San Giacomo.

San Giacomo: San Francesco si affacciò per la prima volta nella Conca Reatina nel 1208, durante l’allontanamento da Assisi per sfuggire allo scherno dei suoi compaesani in seguito alla sua improvvisa scelta, segnando profondamente la sua vita che provocò la definitiva rottura con il suo passato e l’allontanamento dalla famiglia. Inerpicandosi sulla strada per il paese, fece conoscenza degli abitanti del luogo, apprezzandone la semplicità che, unita alla pace dei boschi solitari che si aprono agli splendidi scenari della vallata reatina, spinse probabilmente Francesco a rifugiarsi nell’eremo sopra Poggio Bustone, aggrappato letteralmente nella nuda parete rocciosa, nascosto tra la fitta vegetazione, dove vi rimase per alcuni anni. Poi, dopo la sua morte, nel ‘300 fu costruita una piccola chiesetta con absidina e campanile aggrappata alla roccia che scende a strapiombo, ingrandita successivamente nel ‘600.

Oggi per raggiungerlo, dal convento bisogna cimentarsi in 600 metri lineari di ripido ed aspro sentiero che sale sino al Sacro Speco. La piccola struttura del romitorio, inglobata nel convento, risale ai primi del ‘200, quando ospitava Francesco nel primo periodo in cui visse nella valle reatina e conserva ancora oggi l’originario aspetto.

Raggiunto l’ultimo convento francescano, possiamo tirare un sospiro di sollievo, perché davanti a noi non ci rimane altro che una lunga discesa seguita dal tratto finale completamente pianeggiante, dopo aver superato le sorgenti di Santa Susanna, ritenute tra le più copiose d’Europa; poi segue una lunga pedalata completamente pianeggiante. L’attraversamento della piana reatina, tutto su sterrato, ci permette di conoscere la Riserva Naturale Regionale con i suoi Laghi di Ripa Sottile e Lago Lungo, che alimentano le acque del Velino.

Si passa di nuovo per il villaggio di Terrìa riprendendo la ciclabile fino a ritornare a Contigliano.

COSTI:

Ostello, che comprende la cena del primo giorno e la colazione del secondo, 29,00 Euro

Pranzo del secondo giorno, a Poggio Bustone, 25,00 Euro

PER INFO:

Per tutte le informazioni e prenotazioni rivolgersi alla guida, Romano Puglisi preferibilmente via mail:

e-mail: romano.pg@libero.it

cell: 339 6326714