Cronaca della gita del 18 maggio 2007 – Vado in centro…sul Tevere

Ciclo-racconti

Vado in centro… sul Tevere

18 Maggio

Un’idea, un gruppo di persone giuste, una preparazione breve, intensa e divertente. Da questi presupposti è partita la pedalata sul Tevere di venerdì 18 Maggio.

Il numero contenuto dei partecipanti – parliamo di trenta persone, lontano dalle cifre del raduno della Critical Mass, che si terrà a Roma nei prossimi 25, 26 e 27 marzo – ha rappresentato una novità per un territorio come il Torrino Sud: un quartiere sorto da una velocissima urbanizzazione, iniziata nel 1976, e che oggi appare come una distesa di palazzi e strade, tra le quali i cittadini si muovono quasi esclusivamente con l’automobile.

Nella foto, alcuni partecipanti all’arrivo a Piramide

A Piazzale Tarantelli, nei pressi dell’ippodromo di Tor di Valle, il primo (ed ultimo giovanissimo) ad arrivare sul posto è Daniel, diciassette anni, appassionato di bicicletta al punto da far caricare il suo mezzo in automobile dal padre, attraversando Roma, dal Casilino. Ultimo (ma in testa per tutta la pedalata) è il gruppo di ostiainbici, associazione del litorale che si batte da anni per il prolungamento della dorsale ciclabile del Tevere fino ad Ostia e Fiumicino. Si uniscono al gruppo anche un rappresentante dell’associazione Pedalando e, a sorpresa, il presidente del consiglio del XII Municipio, Francesco De Noia.

Gli inconvenienti, si sa, non si fanno attendere ed è proprio l’organizzatore, al momento del via, a trovare la cattiva sorte ad attenderlo: una ruota bucata che, per sua fortuna, viene sostituita in cinque minuti con l’intervento tempestivo dei ciclo-veterani di Ostia.

Dal momento del via si respira un’aria diversa da quella del quartiere, delimitato dalla trafficatissima Via Ostiense. C’è stupore quando la prima sosta permette di ammirare un ponte romano del II secolo a.C., seppellito dalla nuova Via del Mare.


Sul viadotto della Magliana – dopo aver salutato il presidente del consiglio del XII Municipio, Francesco De Noia – mentre Chiara di Fare Verde inizia il gruppo alla pulizia del percorso distribuendo sacchetti di plastica e guanti, appare l’insediamento dei nomadi sulle due sponde del fiume sottostante: uno scenario incredibile, per la sua commistione di degrado urbano e moderna ruralità, attraversato dal pellegrinaggio serale di chi vive lì e porta a casa il denaro e gli oggetti recuperati durante il giorno.

A parte un veicolo SUV parcheggiato sulla pista ad altezza Ponte Marconi – dove i trenta partecipanti si sono esibiti nella performance del triplo attraversamento semaforico per giungere da un lato all’altro – il percorso prosegue scorrevole, piacevole, su di una pista già in ottimo stato di pulizia: all’arrivo infatti, i sacchetti contenenti i rifiuti sono appena quattro, indice di una corretta manutenzione della pista da parte degli incaricati.

Unica nota davvero dolente, l’episodio affrontato da Erika, che raggiungeva solitaria il gruppo sulla pista ciclabile, provenendo da Prati: un gruppo di ragazzi, appostati sulla riva del fiume, l’ha bloccata e le ha intimato il pagamento di un pedaggio per proseguire. Versato “un fiorino”, passata la paura. In ogni caso domani chiederemo spiegazioni all’Amministrazione, poiché la tassa non era indicata da appositi cartelli.

Prima di abbandonare la ciclabile, attraversiamo il tratto sulla sponda destra del Tevere, che sarà a breve occupato dagli stand delle attività commerciali per il periodo estivo, proprio quando si avrà il momento di massimo utilizzo della pista. Sarà possibile evitare ai cittadini che vogliono godere della propria città questa occupazione così dannosa?

Un altro grande interrogativo resta al termine della pedalata: perché così pochi giovani hanno seguito l’iniziativa? Perché sulla pista non si incontrano bambini e ragazzi su due ruote, se non quelli seduti sugli scooter?

Il gruppo non sembra volere una risposta immediata, soddisfatto di aver guardato, respirato, assaporato Roma da un punto di vista nuovo. Oggi privilegiato. Sperando che il privilegio di chi ne usufruisce ora, non rimanga a lungo un’esclusiva per pochi.


Riccardo Iorio – AISA Lazio
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